UN PO' DI STORIA
La provincia di Ancona, nella quale si possono riscontrare principalmente 3 fasce pedo-climatiche (costiera, sub. appenninica e appennina), è attraversata in maniera perpendicolare da due fiumi che più di altri influenzano il paesaggio, prevalentemente collinare.

Da un punto di vista storico, si hanno documenti che testimoniano la presenza radicata dell'olivicoltura in tutto il territorio, gia dai tempi dei romani.


In Osimo, è stata scoperta una villa romana del 70 d.c., che presenta al suo interno un frantoio e una cantina.
Catasti del XV e XVI secolo, riportano la presenza "di terra svignata, di terra cerqueta, di terra olivata" e nel comune di Monte San Vito si segnala un frantoio risalente al XVII secolo, composto di macina in pietra datata 1688, mossa tramite un meccanismo di leve da un asino, l'estrazione avveniva poi con fiscoli pressati da torchi di legno azionati a mano. Nel XVIII secolo riferimento storici, ci portano alla conoscenza di numerosi frantoi sparsi in tutta la provincia.

Altre notizie relative all'olivicoltura, alla vendita dell'olio e al suo prezzo le ritroviamo in numerosi statuti, editti, bandi e notificazioni emanati dai vari Comuni e successivamente dallo Stato Pontificio.

Alla luce di tutto ciò, si può dichiarare che l'olivicoltura nell'anconetano, è radicata da sempre, anche se con una produzione non portata alla quantità, ma esclusivamente sulla qualità delle sue numerose cultivar, che caratterizzano l'olio di Ancona, con un fruttato medio-leggero, tendenzialmente dolce, con note di amaro e piccante quasi mai eccessivo.